domenica 1 ottobre 2017

Perù. Finalmente risolto il mistero delle linee di Nazca?

Conosciuto in tutto il mondo, il deserto di Nazca con le sue misteriose linee e figure geometriche si trova nel sud del Perù, e precisamente a 400 km da Lima e 50 km dalla costa del Pacifico.
Questo è uno dei luoghi più aridi del nostro pianeta, con i suoi 2,5 cm di precipitazioni all'anno, inferiori in quantità anche a quelle del deserto dei Gobi considerato uno dei più inospitali al mondo. I misteriosi glifi di Nazca furono accidentalmente scoperti da un pilota peruviano nel 1927 durante un suo volo di ricognizione sulla desolata piana.
Il primo ad aver tentato di scoprire il mistero che si cela nel deserto di Nazca fu l'archeologo americano Paul Kozok, giunto a Nazca nel 1939 per studiare le strane e gigantesche raffigurazioni di animali e interpretare i strani simboli geometrici visibili solo da quote molto elevate. 
L'archeologo aveva scoperto che i geoglifi erano stati ricavati rimuovendo uno strato di 20 cm di terreno sassoso composto in gran parte da pietre marroni bruciate dal sole. 
Da allora molte altre spedizioni sono state condotte in quella desolata landa del Perù a seguito delle quali erano state proposte diverse teorie sul vero significato di quei strani disegni ricavati dal duro terreno di Nazca. 
Una di queste teorie propendevano per un gigantesco calendario astronomico creato dagli antichi abitanti del luogo ispirati dalle varie costellazioni visibili in quel tratto di cielo particolarmente incontaminato. Tutti i disegni potrebbero essere interpretati sotto forma di linee, spirali, uccelli, insetti e animali che secondo Paul Kozok sono l'espressione di un gigantesco calendario astronomico. 
Questa idea gli venne in mente quando vide che nel giorno del solstizio d'estate il sole tramontava proprio dietro a una delle linee che terminavano il loro percorso all'interno dell'enorme uccello stilizzato. Alcuni ricercatori tedeschi tra cui un matematico, hanno compilato un catalogo sul quale riprodurre le linee e i disegni attraverso una serie di misurazioni e fotografie aeree scattate con l'aiuto della Forza aerea peruviana. L'astronomo americano Gerald Hawkins, che ha analizzato le linee Nazca usando un computer ha concluso che l'80% delle figure geometriche non aveva nulla a che fare con il moto dei corpi celesti. Probabilmente gli schemi geometrici volevano solo rappresentare una gigantesca mappa raffigurante la distribuzione delle acque sotterranee. 
Questa teoria è stata fortemente sostenuta da David Johnson, ex insegnante di scuola superiore dello Stato di New York. Tuttavia non mancano quelle persone che continuano a sostenere che le linee di Nazca avrebbero potuto rappresentare una sorta di segnaletica spaziale destinata ad essere vista solo da quote molto elevate probabilmente per attirare l'attenzione di viaggiatori provenienti da altri mondi. 

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