giovedì 27 aprile 2017

Un ponte metafisico che unisce il passato e il futuro dell'umanità

Extraterrestrial in the prehistory
Qual'è la connessione tra le civiltà perdute, antiche catastrofi cosmiche e preistoriche visite extraterrestri?
Ellen Lloyd espone una serie di prove convincenti che vanno dell'archeologia, astronomia, geologia fino a miti e testi antichi per dimostrare che gli esseri superiori provenienti dallo spazio avrebbero geneticamente ingegnerizzato il genere umano in diverse razze distintive tra loro. Per giungere a tale conclusione, Ellen Lloyd ha esaminato le incongruenze riscontrate nella teoria dell'evoluzione. 
Nel suo studio, la ricercatrice sostiene di poter dimostrare che degli antichi giganti avrebbero svolto un ruolo importante nella nostra evoluzione e che la storia sembra essersi dimenticata definitivamente del loro intervento collaborativo con l'intero genere umano.
La ricercatrice spiega ciò che potrebbe aver provocato la distruzione di intere civiltà molto avanzate e continenti come Atlantide, Lemuria, e Thule. 
La studiosa illustra come i nostri antenati avessero una certa familiarità con delle macchine volanti e tecnologie particolarmente avanzate. Delle antiche esplosioni nucleari e dei presunti contatti extraterrestri sarebbero state citate anche nella Bibbia. Nella sua ricerca delle origini perdute dell'umanità, Ellen Llyod fa notare che diverse sono le razze di uomini che hanno popolato la Terra per milioni di anni e che non tutti erano umani. 
Le fonti antiche descrivono le epoche passate come cicli globali destinati a ripetersi nel tempo. I misteri che circondano il nostro passato dimenticato rivelano che gli esseri umani e tutti gli esseri viventi non furono creati in una sola volta, ma piuttosto come il prodotto di un processo di ri-creazione continua eseguito e guidato da intelligenze superiori provenienti da altri sistemi planetari.
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