lunedì 20 giugno 2016

Uno studio genetico sembra confermare il genoma alieno degli antichi faraoni


Numerose sono quelle speculazioni che sono circolate  circa l'intervento di  un avanzata  razza aliena  che in qualche modo avrebbe collaborato con gli esseri umani nella costruzione di alcune incredibili strutture nell'Antico Egitto.
Secondo questa teoria, i progettisti e costruttori delle piramidi avrebbero intrecciato uno stretto legame con degli esseri provenienti da altri pianeti. Stuart Fleischmann, un professore ed esperto comparativo di genomica presso l'Università svizzera al Cairo, ha pubblicato i risultati ottenuti da un suo studio durato 7 anni attraverso il quale sarebbe riuscito a mappare il genoma di nove antichi faraoni egizi. I risultati ottenuti avrebbero il potenziale di far rivedere ed eventuali correggere il contenuto dei libri di storia e far comprendere all'umanità circa il suo vero ruolo nell'intero Universo. 
Fleischmann e il suo team di scienziati si è imbattuto in questa incredibile scoperta dopo aver sottoposto ad analisi alcuni antichi campioni di DNA di Polymerase Chain Reaction (PCR), un processo di solito utilizzato per replicare e amplificare la copia ottenuta da un frammento di DNA.
La tecnica offre un quadro molto più chiaro ai ricercatori su come rilevare l'impronta  genetica di qualcuno. Dopo un test iniziale, ciò che è emerso è stato qualcosa di  molto eccitante e sconvolgente allo stesso tempo . Tutti i test sarebbero risultati alquanto interessanti  ad eccezione di quello restituito con risultati dissonanti . La vera fonte del campione di DNA analizzato è nientemeno che il faraoneTutankhamon, vissuto nel 14° secolo aC, dal quale è stato prelevato un piccolo frammento di tessuto cerebrale essiccato. 
Il test è stato ripetuto utilizzando un tessuto osseo. Ciò nonostante per avere una conferma dei risultati ottenuti,  i ricercatori avrebbero deciso di seguire ulteriori test dai quali emergevano  gli stessi risultati.  Il gene CXPAC-5 è uno dei responsabili di alcune anomalie genetiche tra cui la  crescita abnorme della corteccia cerebrale. La prevalenza del gene CXPAC5 nel DNA del faraone Akhenaton è alquanto inusuale. Gli esperti affermano  che i motivi per cui Akhenaten aveva una notevole scatola cranica enorme erano  dovuti a una strana malformazione che gli permetteva di  ospitare una corteccia celebrale  molto più grande. Un qualche tipo di   mutazione genetica  potrebbe essere una delle tanti  spiegazioni sulle vere cause che avrebbero potuto determinare nel faraone Akhenaton l'eccessivo  sviluppo  della scatola cranica. 
Tuttavia, nonostante i numerosi progressi nella scienza genetica,  finora non sono emerse prove attendibili che potrebbero  sostenere tale teoria. 
La strana malformazione cranica di Akhenaton potrebbe essere il risultato  di un'antica  manipolazione genetica condotta  su un soggetto umano da esseri estremamente avanzati? Fleischmann ha spiegato che solo due processi possono favorire la  telomerasi (un enzima genetico), vale a dire un precoce ed estremo invecchiamento  o una devastante   mutazione genetica. Sulla base dei dati archeologici e genetici, il faraone Akhenaton/Amenhotep IV sarebbe vissuto fino all'età di  45 anni, un periodo di tempo  del tutto  insufficiente per regolarizzare tutta la telomerasi cromosomica. Tale spiegazione sembra voler da parte  la teoria della mutazione genetica preferendo imboccare altri percorsi scientifici alternativi. Un altro particolare  affascinante è stato individuato in alcune fotografie al microscopio attraverso le quali è stato osservato   il tessuto osseo dal cranio di Akhenaton. Rispetto a un'altra mummia di età simile, il campione di DNA  di Akhenaton si è  rivelato essere di  gran lunga più denso e fondamentalmente diverso su scala nanoscopica. Ciò significa che Akhenaton aveva sviluppato un notevole aumento della forza nelle ossa del cranio, che potrebbe essere un indicatore di un considerevole aumento nello sviluppo cerebrale.  La storia è stata tenuta nascosta  per un certo periodo  di tempo, ma nonostante il suo possibile impatto che potrebbe avere sulla comunità scientifica, essa è stata ampiamente discussa sui vari  media mainstream. Qualora  delle entità aliene avanzate fossero  state coinvolte veramente  nella vita di una  delle persone più influenti dell'antico Egitto   un loro eventuale ritorno tra gli esseri umani non sarebbe poi così improbabile. 
Forse, questi extraterrestri avanzati si prefiggono di studiare gli esseri umani in modo discreto,  e allo stesso tempo monitorare  le nostre attività dall'alto dei cieli. Un'altra teoria è che queste entità stiano  monitorando  i discendenti diretti di antico lignaggio reale, che custodiscono  ancora dei geni estranei impiantati nei genomi dai loro antenati extraterrestri. 

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