venerdì 20 novembre 2015

Il mistero della citta’ fantasma di Mohenjo-Daro

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E 'concepibile ipotizzare che degli antichi e misteriosi invasori della Valle dell'Indo abbiano fatto ricorso alla deflafrazione dei primi ordigni nucleari? Questa ipotesi sembra incredibile e totalmente in contrasto con la moderna visione della scienza.

Tuttavia, l'epico poema indiano "Mahabharata "  riporta di un" Frastuono seguito da una luce accecante e un fuoco senza fumo inseieme all'acqua che bolliva carbonizzando i pesci".
Sull'origine della misteriosa città di Mohenjo-Daro molto si è discusso tra gli scienziati di tutto il mondo.
Presumibilmente la città scomparsa era un centro in cui prosperava una civiltà molto avanzata che 4000 anni fa viveva nella Valle dell'Indo.
Gli scavi hanno dimostrato che gli abitanti del "Colle dei Morti", avrebbero subito una morte molto rapida come se qualcosa di devastante e improvvisa abbia posto fine alla loro esistenza. La loro morte potrebbe essere attribuita alla deflagrazionedi un qualche tipo di arma nucleare?
Nel 1922, su un'isola nel fiume Indo, gli archeologi si imbatterono nella scoperta di alcune le rovine appartenenti a una città molto antica sulle quali erano furono individuate delle tracce di combustione provocate da un forte calore,tale da aver vetrificato il terreno e vaporizzato ogni organismo vivente
All'interno di quella che una volta era una prospera città, non sono mai state individuate le sepolture degli abitanti e per questo motivo la città è stata nominata Moenjodaro (Mohenjo Daro), che tradotto nella lingua Sindhi significa "Colle dei Morti."
Non si conosce il nome con cui veniva chiamata la città prima della sua distruzione ma solo che era una dei più grandi insediamenti umani dell'antichità i cui abitanti sembrano essere svaniti nel nulla 3.700 anni fa.
Raramente le città arrivano a un'inspiegabile e improvviso declino, per cui tutto lascia intendere che una grande catastrofe potrebbe essersi abbattuta sulla regione provocando la morte istantanea dei suoi abitanti.
Le rovine di Moenjodaro fanno parte di uno dei più grandi siti archeologici del mondo che nel 1980 il sito è stato incluso nella World Heritage List dell'UNESCO.
Tra le rovine sono stati individuati dei pezzi di argilla e interi strati di vetro verde. Con ogni probabilità, la sabbia e l'argilla potrebbe essere stata fusa a seguito delle alte temperature per poi solidificarsi molto rapidamente.
Gli stessi strati di vetro verde sono stati individuati anche nel deserto del Nevada (USA) dopo un'esplosione nucleare.
Le analisi dei campioni condotte dall'Università di Roma e dal laboratorio del Centro Nazionale delle Ricerche in Italia, hanno dimostrato che gli strati di vetro rinvenuti nella città scomparsa si sarebbero formati a seguito sella fusione di strati di terreno ad una temperatura di circa 1500 ° C .

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