venerdì 28 marzo 2014

Il Folklore dei Vampiri Rumeni

Fin dal Medioevo, la Romania era rinomata per via dei vampiri che terrorizzavano la popolazione. Nei regni della Transilvania, Valacchia e Moldavia le storie di vampiri sono più numerose che altrove. 
Per secoli il folklore rumeno è rimasto inalterato, nonostante l'occupazione di quei territori da parte dei Romani, ungheresi e turchi ottomani. La Romania ha mantenuto nel corso della storia quelle norme e regolamenti assoluti il cui scopo era quello di ostacolare ai morti di tornare in vita. I Rumeni credevano che i segni iniziali che si manifestavano su una persona prima di diventare un vampiro era la nascita di un figlio in circostanze anomale. Alcune di queste circostanze, includevano un bambino nato fuori dal matrimonio e con la camicia (la membrana amniotica che circonda il feto), o la morte che avveniva prima di un battesimo; queste circostanze  avrebbero potuto rappresentare uno di questi segni premonitori. Se una persona veniva a conoscenza della sua nascita irregolare, lasciava delle istruzioni su cosa fare dopo la sua morte in modo che i familiari avrebbero preso le necessarie precauzioni in modo da impedire al morto di tornare tra i vivi  come uno dei non-morti. Si credeva anche che se una donna incinta  non consumava il sale, o veniva guardata da un vampiro dietro le sue spalle durante i primi sei mesi di gravidanza, il suo bambino sarebbe stato condannato alla dannazione eterna diventando un non morto. L'unico modo per riscattare l'anima del bambino non ancora nato era quello di cercare di ottenere la benedizione della Chiesa.  Ancora un altro credo per quanto riguarda i vampiri era la nascita del settimo figlio nato da un padre che a sua volta era il settimo componente di una famiglia, o allo stesso modo, la settima figlia della settima figlia e via dicendo. Si diceva che a volte nascere con una coda si era predestinati a diventare un vampiro. Anche in Romania le nascite dispari erano più diffuse nelle credenze come condizione per diventare un vampiro anche se non era l'unico modo per diventare membro dei non morti. Se qualcuno veniva morso da una di queste creature, a sua volta anche la sfortunata vittima sarebbe diventata un vampiro. 
Un altra condizione affinche' una persona diventasse un potenziale vampiro era quella di avere vissuto una vita malvagia e praticato la stregoneria, si era suicidata, aveva fatto un giuramento falso, scomunicata dalla Chiesa, o il suo cadavere era stato oggetto dell'attenzione di un gatto. Una persona veniva sospettata di essere un non morto qualora una morte improvvisa avveniva in modo coerente in una famiglia o tra il bestiame, dopo il passaggio di uno dei suoi familiari o di qualcuno che era stato interrogato di essere un vampiro. Si diceva che i vampiri comparivano alle loro famiglie, soprattutto le femmine, quanto da vivi avevano manifestato l'intenzione di rimanere intorno ai loro figli per cui sarebbero tornati alla loro residenza mortale con l'intento di manifestare la loro presenza lanciando oggetti in giro o per ottenere del cibo. A questo punto il vampiro avrebbe assalito il bestiame dei familiari per poi rivolgere la sua attenzione verso gli abitanti del villaggio. Se i vampiri se non venivano annientati subito, avrebbero potuto dirigersi verso i villaggi più lontani e in altri paesi dove intendevano ristabilire i contatti con la società come degli esseri mortali. La Festa di Sant'Andrea, accompagnata dalla Festa di San Giorgio e della Pasqua era riconosciuta in Romania come uno dei momenti più temuti dell'anno. La Festa di Sant'Andrea si celebrava in onore del Santo, che era il patrono dei lupi e dei dispensatori di aglio. Durante le celebrazioni di Sant'Andrea, in alcune zone della Romania il vampiro diventava più attivo e pericoloso. Si credeva che i vampiri continuassero la loro attività durante tutto l'inverno per poi riposare in occasione dell'epifania (gennaio).  In quel difficile e oscuro periodo della storia, si riteneva opportuno strofinare dell'aglio sulle porte e finestre per proteggere da eventuali attacchi di vampiri le famiglie che si trovavano all'interno delle loro case. Anche il bestiame era a rischio di un attacco, quindi le precauzioni venivano adottate anche nei confronti degli animali sfregando su di loro dell'aglio.

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