lunedì 1 aprile 2013

Il mistero della Sindone di Torino

Nonostante i progressi della scienza e della tecnologia del genere umano la Sindone di Torino rimane ancora uno dei piu' grandi misteri irrisolti della storia. Era davvero il telo che avvolse il corpo di Gesù di Nazareth o un falso risalente alla metà del sedicesimo secolo?.



Questa scheda mostra un uomo nudo che lo mostra dalla parte anteriore e posteriore,con le braccia incrociate sul suo addome. Dalle dimensioni dei segni impressi,il corpo doveva misurare 1,81 m.di altezza e pesare circa 80 chili. L'immagine evidenzia tracce di sangue in molte parti del corpo: polsi, schiena, torace (con una ferita aperta), addome, testa, collo e piedi. Questo materiale è stato studiato a più riprese dal 1950 riuscendo a ricostruire il gruppo sanguigno corrispondente a quello di AB che era molto comune nella Palestina del primo secolo. Le prime immagini realizzate nel 1898 da Secondo Pia, hanno dimostrato che sembra essere il negativo di un immagine fotografica genuina.
Questo particolare è stato dimostrato in numerose occasioni ed oggi non si riesce a trovare una spiegazione logica su come sia avvenuta questa impressione.Nonostante le numerose indagini non sono stati individuati resti di vernice o qualsiasi altro materiale organico.
È credenza popolare che l'immagine che appare sul lenzuolo sarebbe il corpo di Gesù di Nazaret, dopo che venne crocifisso, anche se va rilevato che nei Vangeli la Sindone non è mai stata menzionata.
La prima testimonianza scritta risale al 544 dC, e venne riportata in una cronaca della città di Edessa (oggi Turchia) attraverso la quale si legge che l'immagine non era stata creata dalle mani dell'uomo. In questa data inizia il lungo viaggio di questo famoso pezzo di lino.Nel 944 questo prezioso reperto venne trasferito a Costantinopoli e venne esposto al pubblico per la prima volta. Nel 1204 il dipinto arrivo' in Francia dopo l'occupazione dei crociati, e nel 1453 divenne di proprietà di Luigi duca di Savoia; infine, il 14 settembre 1578 fu trasferita a Torino, dove rimase fino ad oggi. Le analisi di Gilvert Raes fatte attraverso la tecnologia tessile presso l'istituto di Gand, nel 1973 hanno confermato che i tessuti corrispondono a quelli di 2000 anni fa. Il lenzuolo risulta essere stato tessuto a mano e misura 430 cm. di lunghezza e 110 di larghezza.
Durante le analisi sono stati trovati solo alcuni fili di cotone, ma non la più piccola traccia di peli che di solito si trovano su un telaio che lavora la lana degli animali e le fibre vegetali. Il ritrovamento di alcuni fili di cotone ha consentito ad alcuni ricercatori di individuare la sua origine che non risultava essere in Europa bensi' in Medio Oriente,e precisamente in Palestina.L'immagine che appare sul lenzuolo riguarda solo i primi 3 strati di lino mentre i fili sono leggermente carbonizzati.Un fatto fondamentale è che sullo stesso lato del tronco e nella parte anteriore del lino stampato, l'immagine e' stata impressa in modo che il corpo al momento dell'impregnazione doveva essere in una posizione levitativa; questa e' un'altro aspetto enigmatico. Sul tessuto sono stati trovati resti di polline di fiori oggi scomparsi originari della Giudea e risalenti al primo secolo; questo tipo di fiore si trovava in Turchia, Francia e Italia, esattamente i luoghi dove e' stata custodita la Sindone.
La Sindone ha subito tre incendi:
La síndome e' rimasta ustionata per la prima volta da tre piccole bruciature mentre ne veniva fatta una copia nel 1516.Attualmente questa copia si trova nella chiesa di Saint-Gommaiere di Lierre, in Belgio sulla quale si possono notare i piccoli fori che sono ancora visibili sulla tela.
Il secondo incendio ha avuto luogo nel 1532, in particolare nelle prime tra il 3 e 4 dicembre presso il Castello di Chambery (Francia). La tela era piegata in 48 pieghe e le fiamme sciolsero la scatola d'argento che la circondava,venendo forata in alcune parti e fu salvata in extremis dal canone della parrocchia e da molti francescani. Nel 1534 le suore di Chambéry avevano riparato i diversi fori provocati dalle bruciature sul tessuto cucendo e rafforzando il lenzuolo di circa 60 cm quadrati. Il 12 aprile 1997 un incendio devastò la Cappella del Guarini, e il fuoco stava per raggiungere il coro dei Canonici della Cattedrale di Torino, dove la reliquia rischiava di essere distrutta. In quell'occasione,il vigile del fuoco, Matrio Trematore, armato di una mazza di ferro di grandi dimensioni, riusci' a distruggere i quattro strati di vetro antiproiettile dallo spessore di 39 millimetri che proteggeva la cassa riuscendo a portarla al sicuro all'esterno.Una volta fuori la reliquia venne trasportata presso la residenza del cardinale Giovanni Saldarini, che ne divenne il custode. Nel 1988, vi furono alcune polemiche sulla datazione della Sindone dopo essere stata sottoposta alle analisi al carbonio-14, venendo datata nel periodo tra il 1260 e il 1390. Oggi, quella datazione risulta essere molto dubbia, poiche' il pezzo di tessuto utilizzato per l'analisi corrisponde a una delle toppe cucite ed aggiunte dopo l'incendio del 1532. In secondo luogo, a causa dell'incendio, è probabile che la composizione del tessuto sia stata modificata visto pregiudicando la datazione al carbonio 14.
Ma forse il più mistero piu' grande è che l'immagine risulta essere completamente bi-dimensionale dopo essere stata studiata dagli scienziati della NASA nel 1978. Infine, nel 1996,venne trovata sull'occhio destro l'impronta di una moneta simpulum Lepton messa in circolazione tra il 29 e il 32 dC.
DETTAGLI della Sindone di Torino
Sulla guancia destra e sul naso si possono vedere delle contusioni provocate a dei colpi che vennero descritti anche nel Vangelo di Giovanni: Gesu' venne colpito in faccia. Contrariamente alla credenza popolare, le ferite alla testa fanno ritenere che su di essa venne incorporato una sorta di casco di spine (e non una corona), che avrebbe causato delle lesioni al collo e il successivo spargimento di sangue che è chiaramente visibile sulla tela nella sua parte dorsale.Gli avambracci sembrano essere stati trafitti da un oggetto appuntito che avrebbe attraversato il polso, mentre le palme sono intatte.
L'uomo della Sindone sembra avere un aspetto atletico, sul cui corpo furono inferte delle ferite all'altezza della quinta e sesta costola, dalle quali sarebbe sgorgato del sangue e liquido sieroso. Curiosamente le ossa delle gambe non risultano essere state spezzate, un aspetto tipico delle crocifissioni personalizzate del tempo.
Nella parte posteriore troviamo una serie di impronte simmetriche per un totale di 120,tra queste alcune sembrano essere state provocate da una frusta,utilizzata dall'esercito romano. La frusta utilizzata,aveva due code sulle cui estremita' vi erano delle piccole sfere di metallo o ossa che avrebbero causato le lacerazioni della pelle perfettamente visibili sulla Sindone.
Sul lato destro della Sindone si puo' notare una ferita ovale di 4,4 × 1,4 cm, situata tra la quinta e la sesta costola.
Non c'è dubbio che questa ferita e' stata provocata da una lancia romana.
In quel periodo era consuetudine formalizzare la morte del condannato trafiggendo i polmoni provocandone il decesso quasi immediato. Rimuovendo la lancia dal costato sarebbe sgorgato copiosamente del siero e del sangue, come descritto nei Vangeli: scorreva sangue e acqua.
Negli avambracci si possono notare delle tracce di sangue e striature provocate dalle posizioni convulsivi adottate dal condannato nel tentativo di inspirare ed espirare.La maggior parte degli esperti concordano sul fatto che la morte sulla croce e' stata provocata dal soffocamento e dal dolore provocato dal peso del corpo che gravava sul piede, facendo cadere esausto il corpo del condannato.Se si guardano bene i particolari delle ferite si puo' notare che il condannato venne trafitto da chiodi conici di circa 15 pollici.
Si distingue anche che la mano destra sembra essere più tormentata della sinistra dopo che quest'ultima venne inchiodata in un primo tentativo,il quale fu seguito da un secondo e anche un terzo tentativo.
Sulle ginocchia si possono notare alcuni segni di sfregamento provocati dagli urti con il suolo avvenuti durante la percorrenza della lunga strada che lo avrebbe portato al patibolo.L'uomo della Sindone venne crocifisso con un solo chiodo su entrambi i piedi. il piede sinistro era posto su quello destro, in modo che il chiodo gli avrebbe trafitti entrambi.

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