martedì 12 febbraio 2013

Ratzinger è il papa nero dell'Apocalisse: parola di Malachia

Altro che Maya. Stando alle profezie del santo irlandese, dopo il pontefice tedesco tornerà Pietro. E con lui il Giudizio universale.Dopo di lui, solo Pietro. Poi la fine del mondo.
Le dimissioni clamorose di Papa Benedetto XVI non potevano non riesumare la profezia di san Malachia di Armagh (1094-1148), che identifica Joseph Ratzinger come il 111esimo «papa nero». Penultimo papa, prima del pontefice «Petrus Romanus», «ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa», «durante l'ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa».
VERSO L'ARMAGEDDON.
Il sigillo che chiude le frasi criptiche attribuite al vescovo irlandese recita chiaro: «Pietro pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni. Quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, e il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia».
«Judex tremendus judicabit populum suum. Amen», aggiunge la postilla latina agli oscuri scritti, 112 brevi motti venuti alla luce alla fine del XVI secolo, pane per gli occultisti. Per alcuni di loro, si tratterebbe della premonizione sui futuri papi avuta in sogno dal vescovo Malachia durante la sua visita a Roma nel 1139 e messa poi per iscritto.
JOSEPH, IL PAPA NERO.
Il santo stila l'elenco dei pontefici che si sarebbero succeduti a partire dal 1143 fino al giorno dell'apocalisse. Alcune descrizioni sono generiche, altre invece - soprattutto quelle antecedenti al 1500 - molto precise.
In ogni caso, sono numerose le analogie con il «papa nero» profetizzato da Nostradamus per il nuovo millennio. E altrettante le attinenze con la storia, personale e religiosa, di alcuni pontefici del 900.
Il papa «gloria olivae» che anticipa il Giudizio universale
Il 111esimo motto di San Malachia, per esempio, descrive il pontificato di Ratzinger come «gloria olivae» ed è singolare che la congregazione religiosa degli Olivetani appartenga all'ordine dei Benedettini, al quale Benedetto XVI si richiama. Il pontefice tedesco, inoltre, è nato a Marktl am Inn, in Baviera, il 16 aprile 1927, sabato di Pasqua. E proprio prima della passione, Gesù e i suoi discepoli si ritrovarono tra gli ulivi del giardino dei Getsemani.
LO STEMMA DEL MORO. Per il suo stemma di pontificato, infine, Ratzinger volle uno scudo rosso, con nell'angolo sinistro una testa di moro, tipica dell'araldica bavarese (il cosiddetto «moro di Frisinga») ma anche evocativa del «De gloria olivae», il papa olivastro di Nostradamus. Secondo Malachia, colui che cede a Pietro lo scettro terreno, per le tribolazioni dell'armageddon.
Certo, si potrebbe obiettare che Benedetto XVI abbia scelto ex post nome e simboli del «papa nero», influenzato dalle predizioni del santo. Proprio come Giovanbattista Montini che quando fu eletto con il nome di Paolo VI nel 1963 scelse tre gigli per il suo stemma in onore del 108esimo motto di Malachia: «flos florum».

1 commento :

  1. quante storie . . . . .
    la decenza mi impedisce di scrivere altro

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