venerdì 2 novembre 2012

Ooparts; la lente di NIMRUD

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Se sfogliamo qualunque libro di storia, possiamo vedere che l'invenzione del telescopio risale al 1608 il cui creatore, Galileo,fu il primo essere umano a scrutare il cielo con uno di questi apparati. Tuttavia, se facciamo caso alla teoria di uno scienziato italiano, questa data dovrebbe essere rivista e situarla un pochino più dietro. Esattamente 2.500 anni più dietro, nell'antica Mesopotamia.
E tutto questo perché secondo questo scienziato, la lente di Nimrud, l'utensile ottico più antico che si conserva, era parte di un telescopio che gli Assiri usarono per osservare l'universo. 
La lente di Nimrud è un pezzo di vetro di roccia, di 3.000 anni fa che fu trovato in Nimrud, ove viveva un antica popolazione Assira situata in quello che oggi è l'Iraq. 
La roccia in questione e' stata lavorata e ben levigata affinché potesse compiere le funzioni di una lente.  Giovanni Pettinato, laureato in Assiriologia docente presso l'Università di Roma "La Sapienza" , afferma che questa lente farebbe parte di un antico telescopio e che spiegherebbe le grandi conoscenze di astronomia che avevano gli assiri. 
Per esempio, descrivevano Saturno come; "Un Dio circondato da un anello di serpenti." Bisogna ricordare che Galileo non arrivò a distinguere gli anelli di Saturno che lo descrisse come un curioso oggetto con due "lobi." 
I detrattori di questa teoria affermano che la lente è molto rozza per poter fare queste osservazioni.
Giovanni Pettinato spiega che questa lente sarebbe costituita da una serie di pietre trasparenti posizionate in linea. 
Forse poteva essere semplicemente una decorazione o una perlina o servire come una specie di lente d'ingrandimento utilizzata dagli artigiani Assiri, specialisti nel trascrivere i minuscoli testi su tavole di argilla, potessero realizzare meglio il loro lavoro.
Questo oggetto poteva servire anche come un aiuto per la vista, perché prove ottiche realizzate hanno comprovato che corregge leggermente l'astigmatismo e poteva essere usata perfino come un "accendino", poiché era possibile infiammare un oggetto per mezzo della sua concentrazione di raggi solari sulla lente. 
Qualunque fosse la sua funzione quello che sorprende è la scomparsa di questa "tecnologia ottica" nei secoli posteriori. 
Numerosi sono stati i ritrovamenti archeologici di questo tipo di oggetti  che vengono anche menzionati nei testi degli antichi romani che riferivano di una pietra preziosa che che veniva solitamente utilizzata da Nerone per vedere meglio lo spettacolo dei gladiatori.  

1 commento :

  1. se non fosse per il "cuando" finale che toglie un po' di credibiltà.. interessante!

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