domenica 28 ottobre 2012

L'ISOLA SEGRETA

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Sotto all'isola di Pohnpei, o Ponape, nell'oceano Pacifico, si nasconde una pagina segreta dalla storia dell'Umanità. Per questa ragione, gli iniziati della fratellanza dei 'tsamoro' hanno dato alla loro isola questo nome:"Sul segreto."

Un posto che continua ad occultare agli estranei delle conoscenze segrete. Di fronte alle sue coste si stanziano le rovine dell'enigmatica città acquatica di Nan Madol, costruita - nessuno sa quando né per chi - con giganteschi blocchi di basalto su 91 isolotti artificiali. 
Queste rovine invase dalla giungla e dalle piantagioni, continua ad essere per i nativi una città proibita che - di accordo con la sua tradizione - verra' punito con la morte chi osera' entrare nella citta' dopo il tramonto. 
In questa enclave delle Carolinas orientali, nella Micronesia, si e' cercato di scoprire cosa si nascondesse sotto il terreno. 
Indagando nella giungla, sui monti, nelle piantagioni e lungo le acque litoranee, convivendo coi trasmettitori della conoscenza dell'isola, si e' cercato di ricomporre il puzzle della storia di Pohnpei - scoperta dai navigatori spagnoli nel secolo XVI - che mantiene un solo principio: non rivelare mai cosa si nasconde sull'isola. Nel 1939 era apparso sulla Stampa tedesca una curiosa notizia: affermava questa che subacquei giapponesi avevano effettuato immersioni nell'isola carolina di Ponape, l'antico Pohnpei, ed avevano tirato fuori dal fondo del mare pezzi di platino.  Il fondale non era ricoperto da una formazione naturale di corallo, bensì disseminato da un tesoro sottomarino.  Notizie posteriori affermavano che nella costa orientale di Pohnpei si trovavano disseminate in un'ampia area misteriose costruzioni coperte dalla giungla compreso un sistema di canali, muri ciclopici, rovine di fortificazioni e rovine di palazzi. 

UNA CITTÀ SOMMERSA 
Già molto prima della prima della grande guerra - spiegarono i nativi - i cercatori di perle e commercianti giapponesi avevano effettuato in fondo al mare delle ricerche che i subacquei narrarono storie favolose: 
sul fondale del mare si era potuto nuotare lungo delle strade in parte ben conservate, sebbene ricoperte per molluschi, colonie di coralli ed altri abitanti marini. Sconcertante fu, secondo loro, la visione di numerose volte di pietra, colonne e monoliti. In questa misteriosa città sottomarina albergavano dei tesori, dovendosi trovare nel centro della stessa una specie di pantheon costruito per i nobili del posto le cui mummie giacevano all'interno. 
Ma qui viene la cosa sorprendente: ognuna di queste mummie sarebbe rinchiusa in un sarcofago di platino. Questi sono i sarcofaghi che già in epoca della dominazione giapponese dell'isola, cioè tra le due guerre mondiali, sarebbero stati localizzati dai subacquei nipponici. 
Si sarebbe continuato ad estrarre platino dal fondo marino fino al momento in cui due subacquei non tornarono in superfice. 
Essi sparirono senza lasciare tracce, portandosi con sé la sua moderna squadra di immersione e nessuno riusci' a rintracciarli. Anche in questo caso non è possibile sapere la data, anche approssimativa, di tali costruzioni, e nessuno sa chi o come le hanno effettuate. Il navigatore portoghese Pedro Fernandes de Quiros aveva raggiunto la costa di Temuen in "San Girolamo" nel 1595, e già allora tutto era in rovina.Sull'origine di questi vecchi impianti, è chiaro che qualsiasi domanda riguardo al suo significato o il suo possibile destino cade nel vuoto. Perché qualcuno, in qualche epoca remota, avrebbe trasportato su questa isola circa 400.000 enormi blocchi di basalto dalla costa nord di Ponape, dove sono tati rimossi? se servivano per costruire dei "templi", perché non sono stati lavorati nei pressi della cava da dove sono stati estratti?  Questi blocchi di pietra sono ancora in piedi fino a 14 metri di altezza e fino a 860 metri di lunghezza. Se era estremamente difficile da rimuovere e tagliare ognuno di questi blocchi di 3-9 metri di lunghezza e dieci tonnellate di peso, è del tutto impossibile concepire il trasporto attraverso la fitta giungla anche da una moltitudine di uomini forti.  La leggenda del drago che ha contribuito a costruire la fortificazione. La leggenda racconta del respiro di fuoco del Drago Volante, che aveva aperto i canali facendo emergere le isole e si parla anche di un mago che era con lui, il cui incantesimo fece saltare in pezzi la roccia, trasformandola in blocchi di basalto.

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