lunedì 1 ottobre 2012

Egitto; una Colonia di Atlantide

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Spesso si dubita dell'esistenza di Atlantide e della sua immprovvisa scomparsa a seguito di un tremendo cataclisma. Secondo le investigazioni raccolte in questo articolo, buona parte degli atlantidei che si salvarono arrivarono sulla costa del Marocco e da lì si diressero in Egitto portando con sé il ricordo della loro civiltà, le loro conoscenze e credenze, lasciando numerose dimostrazioni del loro passaggio.

Ora, si può parlare di un Egiito Atlantideo, la cui storia e trascendenza vale la pena considerare. Nel 1976, Albert Slosman, professore di matematica, e dottore in analisi informatica e partecipante nei programmi della NASA per il lancio della sonda Pioneer su Giove e Saturno nel 1973, 1974 e 1975, pubblicò a Parigi un libro intitolato "Il grande cataclisma." 
In questo libro sensazionale si racconta con ricchezza di dettagli un avvenimento accaduto 12.500 anni fa: lo sprofondamento dell'Atlantide descritto da Platone in Timeo e Critias. La risonanza del libro di Slosman fu scarsa, nonostante i 12.000 articoli tratti dalla Storia, con alcune ipotesi curiose ignorate dagli scienziati ufficiali. 
Due anni più tardi venne pubblicato "I superstiti dall'Atlantide", dove si descrive la gran migrazione degli Atlanti dal continente sommerso fino all'Egitto con sistemazione ad una nuova lettura dei testi geroglifici che culminò con la pubblicazione in 1979 del "Il libro di oltre la vita", più conosciuto come il "Libro" dei morti. È necessario tenere in conto che cataclismi di questa grandezza si sono ripetuti con una certa periodicità, e lo studio realizzato da Juan Bonet, magnifico investigatore, che attraverso il suo libro: 
"Il rovesciamento della Terra",pubblicato per l'Università di Navarrina, descrive i quattro rovesciamenti avvenuti sul nostro pianeta non esludendo inoltre la possibilità di un prossimo quinto rovesciamento, approssimativamente di 180º gradi, con il conseguente cataclisma. Tutti i rovesciamenti avvenuti in passato sono associati ai diversi racconti di diluvi nelle numerose leggende e tradizioni, coincidenti nelle sue caratteristiche con i quattro rovesciamenti menzionati. Precisamente l'ultimo coincise con la fine dell'ultima Glaciazione, quello che originò l'atto finale,con la scomparsa di Atlantide, narrato nell'epopea di Gilgamés e nel diluvio biblico di Noé. 
Albert Slosman racconta che i sacerdoti che erano al corrente di quello che stava per succedere, avevano fatto costruire decine di migliaia di imbarcazioni inaffondabili che chiamavano Mancgit che non servirono solo per salvare una parte della popolazione, ma furono utilizzate anche per i loro discendenti. Queste Barche Sacre si trovano dappertutto, grazie alle quali si erano salvati Osiride, Iside e Horus. Quando la Terra si rovesciò girando di 180º sul suo asse, il movimento apparente del Sole rallento' e il cielo sembrò crollare. Di seguito, il Sole si ritiro' dal suo corso per posizionarsida dove era sorto, tutto ciò in breve tempo. Il fenomeno fu accompagnato da giganteschi terremoti provocati dalla scomparsa del Sole. I superstiti scapparono in tutte direzioni, ma una buona parte di essi si diressero verso la Terra di Ponente, che sarebbe quella indicata dalla parola MOGHREB, la costa del Marocco. 
Da MOGHREB si diressero attraverso un lungo esodo verso il Nilo. 
IL GRANDE CATACLISMA FINALE 
Questo evento appare nei principali tempii Egiziani e la sua importanza ci permette di leggere senza l'apporto di nessun testo scritto la totalità della scena primordiale del Grande Cataclisma, originato dallo sprofondamento di AHA MEN PTAH, l'Eden scomparso. 
La triade divina stava alla testa degli scampati che erano i discendendi dei superstiti di Atlantide, originando grazie a Horus, una dinastia di Faraoni o figli di Dio.In primo luogo, si trova Nut, la regina vergine, madre di Usir (Osiride). Per avere inviato al mondo il primogenito di Dio, sale al cielo da dove protegge i fratelli minori. Per questo, si identifica la regina Nut con la Via lattea. 
Qui la si vede con il corpo costellato di stelle, formando un ponte tra Oriente ed Occidente come Il Gran Fiume Celeste. 
Dall'ovest, luogo dove ebbe luogo la terribile catastrofe, il mare aveva sommerso tutta la terra dell'immenso continente e sulla sua superficie rimasero solo le Mandjit, imbarcazioni inaffondabili concepite per assicurare la sopravvivenza. Sulla barca a sinistra si trova Osiride, con la testa bendata. La metà posteriore di un leone questa poggia sui vendili, rappresentando il disordine. La confusione e la rovina che si è prodottadurante il passaggio del Sole, nella costellazione del Leone in movimento retrogrado. 
Al lato di Osiride si trova hijoHorus, rappresentato dal falco e portatore del Sole perché, della sua sopravvivenza dipende la rinascitadai superstiti scampati al cataclisma. Iset (Iside), la madre di Hor e moglie di Usir porta sulla testa l'anima degli scampati, simbolizzata da una piuma verde di struzzo.
La Mandjit rappresentata sulla destra, sembra aver superato le difficoltà con l'aiuto di una vela di fortuna giungendo in Oriente, a TA Sgorga, il posto del tramonto.

1 commento :

  1. forse,gesù,nel dire di non stancarsi di cercare la verità, intendeva dire che siamo ingannati.lo siamo sempre stati...lo siamo e lo saremo fino alla morte;dopo è tutto finito.IL MONDO FARà UN'ALTRA CAPRIOLA...MOLTO PRESTO .EINSTAIN LA PREVISTA ENTRO I PROSSIMI 30 ANNI.MI AUGURO CHE RITORNI L'EDEN PERDUTO ANCHE SE IO NON LO VEDRò. AI SOPRAVVISSUTI VA IL MIO AUGURIO.

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