sabato 4 luglio 2015

Iperborea e la ricerca dell'illuminazione Mistica

Iperborea
Da qualche parte in prossimità delle regioni ghiacciate del Polo Nord, una leggenda parla dell'esistenza di una civiltà antica e per lo più dimenticata.
La mitica civiltà di Iperborea sarebbe fiorita da qualche parte nell'emisfero settentrionale del pianeta quando in un lontano passato quelle inospitali terre erano caratterizzate da un clima molto diverso da quello attuale.
Secondo certi sistemi esoterici e tradizioni spirituali, Hyperborea fu l'inizio di una avanzata civiltà terrestre e celeste. Alcune teorie postulano che Hyperborea avrebbe potuto essere il giardino dell'Eden, il punto in cui la Terra e il cielo si incontravano.


Proprio perché l'uomo aveva trasgredito alla legge divina che governava questa civiltà "d'oro", il prezzo finale da pagare fu il suo esilio verso il mondo esterno.
A questo l'uomo si avventurò in altre regioni della Terra, creando nuove civiltà e portando a termine una grande e gloriosa missione che consisteva nel diffondere le conoscenze e le avanzate tecnologie originarie di questo mondo perduto.
The Golden Age è il collettore centrale di tradizioni e miti antichi. Significativamente, l'Età dell'Oro appare più di frequente nelle tradizioni e culture che si estendono dall'India al Nord Europa, in alcune aree che si trovano proprio sotto le regioni polari. Joscelyn Godwin, in Arktos e il mito Polare rappresentato nella scienza e nel simbolismo nazista, ha dichiarato:
"Il ricordo o l'immaginario dell'età dell'oro sembra essere una peculiarita' di alcune culture che si estendevano dall'India al Nord Europa anche se nel Medio Oriente antico e' stata scoperta una reliquia che potrebbe ricondurre alle antiche vestigia dell'Età dell'Oro descritta anche nella Genesi, come il Giardino dell'Eden dove l'uomo avrebbe dovuto vivere in eterno prima che la furia di Dio non ne determinasse la cacciata da quelle meravigliose terre incantate.
Gli egiziani parlavano di epoche passate governate da re-dei. 
Nella mitologia babilonese l'epoca d'oro era costituita da un periodo di tre secoli, ciascuno dei quali della durata di una primavera fino a quando l'equinozio di precessione non avesse attraversato i quattro segni dello zodiaco. Il primo di questi, sotto il dominio di Anu, si è concluso con il diluvio universale.
I testi Avesta dell'antico Iran raccontano i mille anni del regno d'oro di Yima, il primo uomo e il primo re, sotto il cui dominio il freddo e il caldo, la vecchiaia, la morte e la malattia erano parole sconosciute. La teoria più discussa, e probabilmente la più antica, trae spunto dalla dottrina indù dei Quattro Yuga.
Le quattro epoche nel sistema ESTA sono Krita o Satya Yuga (quattro unità), Treta Yuga (tre), Dvapara Yuga (due), e Kali Yuga (uno), che caratterizzano il periodo di Mayayuga.
La Kritayuga corrisponde all'epoca d'oro mentre il Kali Yuga l'attuale periodo di tempo. Ogni descrizione del periodo Golden Age racconta come il percorso degli "dei" andò di pari passo con gli uomini in un ambiente equilibrato, armonioso e perfetto che legava l'essenza terrestre con quella celeste. In questo Praradiso senza tempo, l'umanità era immune da qualsiasi malattia e dall'invecchiamento fisico.  Dopo la caduta, l'uomo 'cacciato' andò incontro a innumerevoli sofferenze, perdendo il dono dell'immortalità.
Madame Blavatsky, fondatrice della Società di Teosofica, ha sostenuto che la 'seconda razza' visse nelle terre di Iperborea, prima della comparsa delle razze successive che vissero nei continenti di Lemuria e Atlantide.


Il metafisico russo Alexandre Dugin afferma che era la casa del "sole radioso" riconducibile alle terre che oggi si trovano nel nord della Russia. "Le Persone solari", spiega Alexander Dugin, erano delle "persone culturalmente e spiritualmente molto evolute" . Esattamente l'opposto del "popolo della luna ", un tipo di creature molto materialiste e conservatrici che diffidavano in un cambiamento spirituale.
Anche gli antichi greci avevano una propria leggenda su Hyperborea, una terra solare e perpetua che si trovava al di là dai confini del "Vento del Nord". 
Ecateo (circa 500 aC) affermo' che il luogo sacro degli Iperborei, era stato edificato nelle regioni al di là della terra dei Celti "secondo il modello delle sfere protettive" . Secondo i resoconti popolari, il tempio del Dio Apollo a Delfi fu innalzato da persone provenienti da Iperborea.
Anche il poeta greco Alceo (600 aC), descrisse in alcuni poemi i viaggi di Apollo nella mistica terra gli Iperborei.
Alcune statuette di terracotta che sono state scoperte in una tomba in Jugoslavia mostrano ''l'Apollo Iperboreo' raffigurato all'interno di un carro trainato da cigni.
Il dio indossa, sul collo e sul petto, dellle raggianti figure raffiguranti il sole e le stelle. Sulla sua testa si può notare una corona con un fascia raggiante mentre il suo abito, che tocca il suolo, è di colore blu scuro adornato da disegni di colore giallo.
Da Jason JEFFREY

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