lunedì 28 gennaio 2013

Retaggio di una civiltà perduta?

Tratto da "Impronte Degli Dei" di Graham Hancock
Come ammise lo sconcertato Ohlmeyer nella sua lettera a Hapgood nel 1960, la carta di Piri Reis rappresenta la topografia subglaciale, il reale profilo della Terra della Regina Maud nell'Antartico al di sotto del ghiaccio.
Questo profilo rimase completamente nascosto alla vista a partire dal 4000 a.C. (quan­do l'avanzata della calotta glaciale lo coprì), finché non fu rive­lato di nuovo dalla prospczione completa della Terra della Regi­na Maud effettuata nel 1949 con il metodo sismico a riflessione da una spedizione scientifica britannico-svedese. Se Piri Reis fosse stato l'unico cartografo ad avere accesso a simili informazioni anomale, non sarebbe corretto attribuire una grande importanza alla sua carta. Tutt' al più si potrebbe dire: «Forse è importante ma,d'altro canto, magari si tratta solo di una coincidenza». Comunque, l'ammiraglio turco non era assolutamente l'unico a possedere cognizioni geografiche apparente­mente impossibili e inspiegabili. Sarebbe superfluo continuare a speculare più di quanto non abbia già fatto Hapgood su quale «corrente sotterranea» avrebbe potuto convogliare e conservare siffatte cognizioni attraverso le ere, tramandandone frammenti da una cultura all'altra e da un'epoca all'altra. Comunque sia andata, il fatto è che a quanto pare diversi altri cartografi erano al corrente degli stessi curiosi segreti. È possibile che tutti questi disegnatori di carte geografiche condividessero, magari inconsapevolmente, il copioso retaggio scientifico di una civiltà scomparsa?

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