sabato 10 novembre 2012

Il Regno Perduto di Paititi


Per gli scettici il regno perduto sarebbe solo frutto della fantasia, un rifugio psicologico della vecchia Cuzco per depositare la frustrazione della sua sconfitta. Ma ci sono altri che non escludono la possibilità della sua esistenza attuale, fornendo prove dopo lunghi viaggi di esplorazione.


Amarucancha Palace
petroglifi di Pusharo
Il regno Paititi sarebbe stato costituito da una serie di città andine collegate da una rete di tunnel, che sarebbe servito come ultimo rifugio per i sopravvissuti dell'Impero Inca, la cui origine avrebbe origine nella notte dei tempi. 
In Paititi, secondo il racconto degli anziani delle Ande,viveva Intipchurrin (figlio del Sole) il sovrano degli Inca che regnava in silenzio, preparandosi a ristabilire l'ordine nell'universo. Quel luogo era l'ultimo avamposto prima dell'arrivo europeo che venne raggiunto 100 anni prima, dagli eserciti imperiali di Tupac Inca e Yupanqui. La difficile geografia e la resistenza tribale degli Inca aveva portato a un trattato con il Grande Daddy (Yaya)il signore di Paititi. 
In memoria di un tale accordo venne costruita la città Paucartambo (Tambos) sul pianoro di Pantiacolla, collegata da sette serbatoi.  Ai piedi della città, avrebbero costruito una laguna quadrata dalla quale partiva un sentiero lastricato che si collegava con la stessa. La città dava origine a un fiume che precipitava in un abisso, come una cascata esotica. La montagna era attraversata da una parte all'altra da profonde caverne con molteplici ramificazioni. Questo labirinto faceva parte di quello che la gente del posto considerava come un santuario, perché sembrava che all'interno delle grotte facessero accesso degli uomini alti e vestiti di tuniche bianche, superstiti di una civiltà altamente sviluppata che in passato si sarebbero estesi in tutta la regione amazzonica, dalla Cordigliera Orientale fino alla confluenza del fiume Madre de Dios e Beni in Bolivia, e che sarebbero stati spazzati via da una piena causata dall'ultimo disgelo.La città chiamata Paiquinquin Qosqo,città gemella di Cuzco,si trovava alla fine di una pista nascosta in una valle a forma di cono vulcanico con il suo microclima. 
Secondo il missionario Francisco de Cale (1686) Paititi fu raggiunta dopo cinque giorni di marcia da Cuzco. Il grande serpente Amaru, antico nome del fiume Madre de Dios, entra in una regione temuta dai Quechua. Questo fiume dalla forma di serpente immaginario di enormi proporzioni era un dio, il cui canale era alimentato da una dozzina di fiumi.Apucantiti era l'ultima grande montagna da cui si poteva vedere tutto. Qui iniziava la valle proibita,la leggendaria valle della luna blu, rifugio del popolo Amaru, che emigrarono più di 500 anni fa, con il crollo dell'impero del sole.
La ricerca attraverso la storia
Culturalmente, questa regione è una delle più grandi dell'America che aveva stimolato l'avidità dei conquistatori. La prima spedizione spagnola nel XVI, guidata da Francisco de Aquino si concluse con pessimi risultati.Nel 1588 un altro tentativo da parte del navigatore spagnolo Juan Alvarez Maldonado si concluse con una triste fine. Successivamente la foresta e la città Inca di Vilcabamba "La Grande" o il "Grande Vilcabamba", vennero bruciate e abbandonate. È interessante notare che dietro al titolo di "Grande", che viene attribuito a questa area geografica, forse vi era l'influenza massonica nel XVIIs. Da tenere presente che in questa città di pietra duecento anni prima vivevano gli ultimi quattro gruppi di Incas, e che la storia nazionale li qualifica come "ribelli" per il loro atteggiamento deciso contro l'invasione spagnola. 
Per un periodo di quasi 70 anni, a partire da Manco Inca II, avevano attaccato e resistito gli ispanici, seguiti da Sauri Tupac e suo figlio che fu costretto a firmare un trattato di pace nel 1561.
Dove la storia si mescola con la leggenda
Dietro il Santuario alto del grande tempio Inca di Koricancha (Tempio del Sole), vi e' il "grande Chingana", che è un tunnel che collega il santuario con la fortezza di Sacsayhuaman, che si trova sulla cima di una collina molto ripida e costruita con pietre di diverse tonnellate. 
Questo tunnel è stato utilizzato nel XVI secolo, durante l'invasione spagnola che aveva partecipato alla guerra fratricida tra Huascar e Atahualpa l'Impero Inca di Shock principe Inca Auqui (Prince Dorado) fratello di questi. 
Gli intrighi, alleanze e guerre fratricide per il potere dell'impero, raggiunsero una certa stabilità alla nascita di "correinado" o sistema "reggenza", introdotto da Inca Roca, che aveva associato il suo governo a Yahuar Auki Huaca, cercando di eliminanare così le lotte di potere, data l'esistenza di un successore legittimo. Alla morte di Huaca Yahuar, i membri più importanti del clan (un altro sistema di successione),aveva deciso di nominare il successore di Viracocha, che a loro volta elessero Urco come reggente Inca. In questo periodo la figura del principe Cusi Yupanqui, che prima del volo di Viracocha e Urco, a causa di un imminente invasione Chanca, prese il comando degli eserciti, salvando così Cusco dalla distruzione. Le sue vittorie consecutive, gli permisero di avere il prestigio necessario per essere nominato per acclamazione Inca (un'altra forma di successione), lasciando il posto a un periodo di espansione territoriale formando il potente Impero Inca di Tawantinsuyu.
Quindi, vista in pericolo la città, le élite sociali e intellettuali avevano fondato Cuzco "un altro Cuzco" seguendo lo schema della vecchia citta', in un'oasi di pace per salvaguardare i tesori del suo impero.
Sarebbe rimasta isolata fino a quando l'ordine cosmico non fosse stato restaurato, e la saggezza e la conoscenza trasmessa dagli dèi potesse tornare a prevalere. Il tesoro riposto in quella regione non era formato da gioielli o oro. 
Paititi avrebbe mantenuto una razza di figli degli dei, i sacerdoti e la conoscenza segreta del culto solare. Ci sono secolari storie nascoste di una terra abitata da persone unite con il cielo, sintesi di tutta la conoscenza delle culture che gli avevano preceduto. Pusharo, è un altro luogo sacro in cui vi e' una parete di roccia gigante piena di incisioni rupestri che per alcuni rappresenta una mappa del percorso di Paititi.  Questo grande muro litico contiene vari segni e figure sconosciute,e si trova sulla riva destra del fiume Palotoa, affluente del fiume Madre de Dios. Questi petroglifi erano osservati inizialmente nel 1921 dal domenicano Vicente de Cenitagoya, ed in seguito dal medico ed esploratore peruviano Carlos Neuenschwander Landa, che crede di aver individuato tra questi ideogrammi criptiche un mandala, forse di origine sanscrita, che è racchiuso in un cerchio; anche il padre Torrealba (1970) e l'archeologo peruviano Federico Kauffmann Doig (1980) analizzarono i misteriosi disegni.
Dal punto di vista archeologico, non ci sono al momento spiegazioni sui disegni, e le correlazioni con le altre culture, e si ignora anche l'età di questi petroglifi. Alcuni ricercatori ritengono che questi disegni fossero un messaggio per il mitico regno di Paititi. Verso il fiume Siskibenia si apre una zona che è considerata off limits, perché vivono i bianchi. Il canyon che va verso l'altopiano è lungo quasi 45 km ricoperto dalla foresta vergine di Panticolla. 
Secondo la leggenda, al di là della collina mitico dovrebbe essere in un pugno con cinque punti, prima di un'altra collina di nuovo, poi le cascate, la laguna di là rettangolare, e vicino Pantiacollo della città, nel cuore del mitico regno di Paititi.


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