giovedì 18 ottobre 2012

Iniziazione alla civiltà

IL POEMA DI GILGAMESH (161-205)
Shamkat vide, l'uomo primordiale, un giovane la cui selvaggia virilità veniva dal profondo della steppa. Il cacciatore disse:
"E' lui, o Shamkat, denuda il tuo seno, allarga le tue gambe perché egli possa penetrarti. Non lo respingere, abbraccialo forte, egli ti vedrà e si avvicinerà a te. Sciogli le tue vesti affinché egli possa giacere sopra di te; dona all'uomo primordiale, l'arte della donna. Allora il suo bestiame, cresciuto con lui nella steppa, gli diventerà ostile, mentre egli sazierà le sue brame amorose". 
Shamkat denudò il suo seno, aprì le sue gambe ed egli la penetrò. Essa non lo respinse, lo abbracciò fortemente, aprì le sue vesti ed egli giacque su di lei. 
Essa donò all'uomo primordiale l'arte della donna, ed egli saziò con lei le sue brame amorose. Per sei giorni e sette notti Enkidu giacque con Shamkat e la possedette. Dopo essersi saziato del suo fascino, volse lo sguardo al suo bestiame: le gazzelle guardarono Enkidu e fuggirono, e gli animali della steppa si tennero lontani da lui. Enkidu era cambiato, una volta che il suo corpo era stato purificato: le sue gambe, che tenevano il passo delle bestie, erano diventate rigide; Enkidu non aveva più le forze, non poteva più correre come prima; egli però aveva ottenuto l'intelligenza; il suo sapere era divenuto vasto. 
Egli desistette e si accovacciò ai piedi della prostituta. La prostituta lo guardò attentamente, e ciò che gli diceva la prostituta Enkidu ascoltava.

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