giovedì 7 giugno 2012

Come gli dèi abbandonarono le loro città allo scoppio della nube nucleare

 tratto da Il Libro perduto del Dio Enki

Così ha parlato Enki, Signore della Terra, Figlio Primogenito di Anu, che regna su Nibiru.Con spirito straziato elevo il mio grido di dolore; gemiti amari riempiono il mio cuore.Come è desolata la Terra, con i suoi abitanti in balia del Vento del Male, abbandonate le stalle e ormai vuoti gli ovili.

Come sono desolate le città, gli abitanti ammucchiati come cadaveri, annientati dal Vento del Male.
Come sono desolati i campi, la vegetazione appassita, sferzata dal Vento del Male.
Come sono desolati i fiumi, privi ormai di ogni forma di vita, le acque un tempo pure e cristalline tramutate in veleno.
Del suo popolo dalla testa nera, Sumer è ormai svuotata, è svanita ogni forma di vita.
Dei suoi armenti e greggi, Sumer è ormai svuotata, tace il rumore del latte sbattuto nella zangola.
Nelle sue città maestose, solo il vento ulula; vi è solo odore di morte.
I templi, le cui volte svettavano nell' alto dei cieli, dagli dèi sono stati abbandonati.
Nessun Signore o Re qui più comanda; scettro e tiara qui non regnano più.
Sulle rive dei suoi due grandi fiumi, un tempo rigogliose di vita, crescono solo erbacce.
 Nessuno percorre più le sue strade, nessuno si avventura più in cammino; la fiorente Sumer è come un deserto abbandonato.
Come è desolata la Terra, un tempo patria di dèi e di uomini!
Su quella Terra una calamità si è abbattuta, fino a quel giorno all'uomo ignota.
Una calamità mai prima vissuta dall'umanità, la cui forza non può essere frenata.
Su tutte le terre, da occidente a oriente,a mano del terrore foriera di distruzione si è posata. Gli dèi, nei loro regni, si sono rivelati impotenti,
alla stregua degli uomini!
Il Vento del Male, generato da una tempesta in una pianura lontana, nel suo cammino una Grande Calamità ha trascinato.
Un vento latore di morte, nato in occidente verso oriente si è diretto,
il suo percorso deciso dal Fato. Una tempesta che come il diluvio tutto divora,
per la forza del vento e non delle acque tutto distrugge; per 1'aria avvelenata e non per la violenza delle onde tutto fagocita.
Dal Fato, non dal Destino, è stata generata; dal potente Consiglio degli Dèi la Grande Calamità è stata decretata.
Da Enlil e Ninharsag è stata permessa; solo io perché avesse fine implorai.
Giorno e notte per non accettare il decreto dei Cieli mi battei,
ma invano! Allora Ninurta, figlio guerriero di EnIil,
e Nergal, figlio del mio stesso sangue, liberarono armi avvelenate nella grande pianura.
Che il Vento del Male sarebbe seguito ai bagliori, non lo sapevamo! Ora essi piangono agonizzanti.
 

4 commenti :

  1. Angeli e ratti (2013) Al filosofo Onfray

    “E l’Angelo del Signore li sgominò”, così è scritto, ma dalla versione assira dello stesso evento si sa ben altro: che non fu alcun angelo biblico a farli ritirare dal campo, bensì una torma di ratti che gli rosicchiarono corde di tende e di archi. Angeli, e chi sono questi messaggeri, forse di carne e ossa così come gli indigeni di Los Angeles, dei pellerossa, e molto provvidenziali nell’aprirti qualche dura porta, come già pare che accadde negli Atti di apostoli? Culto mazdaico vede angeli, demoni nell’aria, dove in definitiva di spiriti invisibili ci sono solo virus e batteri, tutt’al più una pioggia di neutrini cosmici; le apocalissi furono cosa persiana, sedimentatasi pian piano nella mentalità ebraica, e di chi ci tace molte cose nei suoi libri sacri tradotti in greco dopo Alessandro Magno. Non sono colui che non sono: laico, credo in valori umani, mi piace Terzani, ma molti altri chi non sono! Credono in angeli custodi o carcerieri, li pregano nel mercificato feticismo di reliquari. Ci mancano, allora, solo le lampade di Dendera o quelle strane pile di Baghdad a Sodoma e l’arcano è dato… La città fu sì inghiottita da fornace ardente, ma dov’era ubicata c’era un lago di asfalto, non di solo sale, di asfalto, ci dice Giuseppe Flavio in Guerra giudaica: quindi, con infiammabile deposito di natron e zolfo di cui si servivano dei faraoni, bastò una scintilla incauta e tutto scoppiò, accartocciandosi come già pensava Leonardo da Vinci, e senza scomodare tanti fulmini dal cielo. E da archivio di tavolette di Ninive si scopre che il biblico Ariok di Ellasar fu Rim-Sin, un re di Larsa coevo di Tid’al l’Ittita, e quindi di Abramo, che ebbe una schiava egizia in epoca hyksos. Poveri Cristi, le donne! Umiliate, offese, vile oggetto: la Bibbia non mi piace, per quanto accentui una moralità come tatuata sul cuore; il secco vuoto si ripropone in chi, tollerando la schiavitù come certi islamici, è pronto a scagliarti la prima pietra in nome di un’immacolata concezione delle cose e del peccato. E in tanti si son ubriacati di cattiverie persino dette da un Noè nudo, allorquando ti maledì Canaan, uno che manco era nato ai tempi dell’arca famosa. E non è si stanchi di lasciarsi trascinar nel pigia pigia del versetto su versetto, di annegare la coscienza di un limite in una sorta di tino d’iracondia, come quello a sbalzo nel calderone celtico di Gundestrup? La filantropia, come la solidarietà con i più deboli, è un dovere morale, non religioso, e la vera carità non è elargire il solito soldino, ma fare in modo che lo sfortunato abbia di che sostentarsi. Che ci si metta a riflettere come una capra tra cavoli, poi non si campa: bisognerebbe riscrivere verità. Ma realtà storiche non vanno romanzate da misogini, devono arricchirci di bellezza. Non me, nell’Era spaziale, si ricerchi per parlar dantescamente di cieli costellati da erculei arcangeli e sottostanti dragoni; d’inferni e di purgatori protratti in Terra da cosiddetti santi inquisitori ne son pieni libri e, francamente, ne ho piene le tasche.

    franz

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  2. Giochi di parole al Caffè Bonazzi (2014) A Seamus Heany

    1) Me.dju.s'hat=Con dei cobra sulla testa (Medusa);
    2) Hyksos=Heka Khesut=Stranieri principi (scacciati da Ah-mosi, dove Ah=il dio luna, in Alto Egitto);
    3) Un.as=Colui che era scorpione (faraone);
    4) Men.es=Il re scorpione (faraone);
    5) Men.ka-u.Ra=Il re dai molti Ka spirituali di Ra (Micerino, faraone);
    6) Khaf.Ra=girato è Ra' Khaf=Ra è anima vivente (Chefren, faraone);
    7) Min.osh= Il re scorpione (Minosse, Creta);
    8) Aga.men.Nun=Il grande re dell'Oceano (Agamennone, Ellade);
    9) Per.usiam=Per oscam partem, Attraverso la terra degli Oschi (Perugia);
    10) Dasht-e-Lut=Dashart el-Lot=il Deserto di Lot (e di Abramo?) [luogo in Iran];
    11) Og.ija=strano luogo nel mare (Ogigia) [nota: Og da Gog o Magog?];
    12) Ki.er.senn.esh=Chersoneso, Kerch, isola dell'Ucraina=Luogo di antica signoria (Circe);
    13) K.ar.un.tii.ef=Che trasporta chi un tempo camminava (Caronte);
    14) Pi-Alas.ija=L'isola a forma di scorpione: dei Pelasgi (Cipro/Cyprus; cupressum=rame e cipresso);
    15) Vol.turn=Fiume dell'avvoltoio (Volturno) [nota: in effetti il Volturno e il Liri formano la figura di quell’uccello];
    16) My.khenai=Miu.ghenus=Di leoni la stirpe (Micene);
    17) Him.alaya=Del cielo la montagna;
    18) Valdo=dove sta la foresta, germanismo (simile a Gualdo);
    19) Olum=il dio celeste, un connettivo africano, ma più propriamente soltanto il Cielo, ciò che diremo noi il Padre Cielo, non proprio “che è nei cieli”;
    20) Cam.e.lot=Cam.u.lod(unum)=castrum Rom. sul fiume Cam di Cambridge (Colchester);
    21) Parsifal=Perceval=Par cheval(ier)=Lo scudiero;
    22) Langhe.lot=il Lunga lancia (Lancillotto);
    23) Sam.nis=Uomo valente (sannita, Italia preromana) [nota: anche l’ebraico Sem significa Uomo, come del resto il Sami lappone];
    24) Roma=Hro.mar= Ciò che sta davanti all’aratro;
    25) Rasenna=Hra.s’inna=Di fronte al proprio mare (Etruschi);
    26) An.hattu.lija=Che era la terra sul mare di Hatti (Ittiti, Anatolia);
    27) Eneti, grecismo=En.hetti=Che c’erano prima degli Ittiti (Veneti);
    28) Mer.en.Ptah=Amato dal dio Ptah (faraone);
    29) Nefert.iiti=La bella che viene (regina, Egitto);

    franz (part1)

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  3. 30) Khamiut=Le due rive nere (a causa del limo del Nilo: Egitto) [nota: l’egizio non è uomo di colore, come già rispose Hatshepsut a caro “fratello” di Mitanni. Eh, già: anche a quei lontani tempi, per salvare capre e cavoli i matrimoni erano combinati e Thut-mosi III era figlio di principessa di Mitanni. Ma a quelli, poi, fece vedere le traveggole a Megiddo, in Palestina, in una sorta di Armageddon];
    31) Ekh.en.Ptah=Il Paese del dio artigiano (propriamente Egypt, Egitto);
    32) Ap.hroden.iiti=Colei che viene con volto di giovenca (Afrodite, non la Anadiomede);
    33) Telem.akh.w=Eredità (in assiro) dell'immagine (di Odisseo)=Telemaco;
    34) Senn.akh.er.ib=Colui che aumentò il numero di fratelli (Sennacherib, assiro);
    35) Kal.y.pish.us=Nin.gal.y.pish.tim=La dea sole mi è la vita (Calipso);
    36) Eresh.ki.gal=Regina degli inferi (Ki=terra, gal=nascosta) [nota: anche la Kalì indù è sotterranea];
    37) Sin'e'ar=La terra di Sin (nella Bibbia)=Sumer (Iraq) [nota: il mesopotamico Monte Nizin, cioè del dio luna Sin, ha un omonimo: il Monte Sinai del decalogo];
    38) Ish.tar=Colei che si dona (dea dell'amore e della guerra) [nota: tar probabilmente è una parola altaica e significa dono, e Mounji Tar, in lingua siberiana, stranamente rassomiglia molto a Mohenjo-Daro, come Dono della Madre Terra (Mou/Mu). Del resto henge=portare, perciò nji e henjo, anche come complemento di specificazione. E’, però, degli antichi veneti che parole di città come Treviso (Tar-visum, Dono dei fiumi: il Sile e il Cagnan) e Trieste (Ter-geste, Mercato) contengono il prefisso tar o ter che indica naturalmente il luogo di un dono dato. Se poi pensiamo ai tirreni etruschi, intesi come tyr=tiur e hena=ghena, questi capitani di mare erano Progenie degli scambi. Al mondo tante stranezze, non mi stupirebbe che dal malese Orang=uomo possa derivare Rangu o Uranji, cioè il nome della scrittura fatta di “omini” dell'Isola di Pasqua: questa, poi, rassomiglia molto a quella della civiltà della valle dell’Indo. Altra stranezza è la città sull’Indo Kot Diji, che tradotto dall’egizio può significare I contenitori (vasi?) del serpente cobra (djet), come Harappa se letto al contrario in Pa.hap.har=il bove regale, la cui groppa potrebbe raffigurarsi nel fiume Gange o ricordarci per grandi linee la schiena di un estinto zebù in certi antichi sigilli. Chahun-Daro, poi, in cinese ricorda Cha=fiume, come se essa sia la Città "dono" dell'Indo. Per quel che ne so, gli scheletri radioattivi trovati a Mohenjo-Daro erano di tipo mongoloide, proto-alpino e alpino, quindi provenienti da aree geografiche ben differenti, come di genti richiamate dalla civiltà in mattoni a onorare il potente Signore degli animali (Shiva), ma bisognerebbe ricercare in situ un cratere d’impatto meteoritico risalente a quel periodo storico per giustificare le contaminazioni. Non credo ai vimana volanti, ma forse a qualche occasionale extraterrestre che non si sbandiera tanto oggigiorno, dopo delle bombe atomiche];

    franz (part2)

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  4. 39) Ut-nah.pish.tim=Colui che vide la vita (il Noè assiro-babilonese) [nota: nel piccolo grande universo di Sargon di Akkad gli altri tre Noè del diluvio sono: Atrahesis per l’Elam, Noah per Amorrei, Ziusudra per Sumeri. Ho detto “piccolo grande universo” perché il diluvio non pare proprio così universale, seppur ci siano state nel tempo altre aree interessate dal fenomeno. Misteri? Ah! Se trascriviamo al contrario il nome caldeo dell'Eufrate, e lo traduciamo, vien fuori “Hathor la Giovenca”, mentre il Tigri, sempre in caldeo e come , si può tradurre come Fiume di ciò che gli sta sulla testa. Un corno bufalino? Come se la testa della dea adorata anche in miniere del Sinai avesse occhi e orecchi bovini in città antiche dove era sito l’Eden biblico. Chissà come un dio lo vedeva dall’alto! Di certo il Nilo egizio ne era una zampa posteriore nel Nomo presso la Grande Piramide];
    40) Y.H.W.H.= Yah-ho-(was-ah)-netor-en-netoren= Io che vengo portando (lo scettro sono) il dio degli dèi=Yehowah, Geova [nota: vedi gli strani geroglifici in tempio giudaico (!), epoca persiana: Cambise (?), Alto Egitto, a Elefantina - vicino a tempio di Iside, invece tolemaico. Da notare che in antico egizio Pa Netor ah, “il dio che io sono”, suona molto simile a Torah, il Pentateuco di Mosè, e che Mosè, come nome simile a Mosi, Mosis e Messes, può tradursi in E’ nato. Ma c’è da chiedersi come mai vi è quella dicitura “Dio degli dèi”: c’è un politeismo nascosto in Elohim? Elohim, in ebraico, significa “Gli dèi”, nella Bibbia è tradotto semplicemente Dio a differenza di Geova che è il nome del Signore. Lampada non va messa sotto un secchio per far luce... Be’, anche questa sta proprio in alto. Anzi, in Alto Egitto!].

    franz (part3)

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